L'adozione di un adulto
Quando un gatto termina la sua carriera espositiva o non rientra più nel programma di selezione stabilito, di solito viene dato in adozione ad una famiglia che ne faccia richiesta e che lo voglia accudire.
La prassi vuole che il micio o la micia vengano sterilizzati e che vengano poi affidati a delle famiglie compatibili con il loro carattere e con il loro stile di vita. Alcuni allevatori regalano i loro adulti sterilizzati, altri chiedono una cifra simbolica per il riaffido del micio.
Questa pratica di riaffidare gli adulti può dar luogo a critiche e pregiudizi pesanti: chi non ha mai allevato in vita sua, ha la tendenza ad accusare l’allevatore di non amare i suoi gatti e di sfruttarli, abbandonandoli quando non ne ha più bisogno.
Tuttavia, prima di lanciare anatemi ingiustificati, bisogna considerare che il compito dell’allevatore non è “collezionare” gatti ma operare la selezione degli esemplari per portare avanti la razza: ma per fare selezione vera e, dunque, per contribuire al mantenimento della razza in modo costruttivo e non solo producendo cuccioli figli sempre degli stessi genitori, è necessario che ci sia un ricambio di sangue (e quindi di individui) costante all’interno di un allevamento. Se un allevatore si tenesse tutti i gatti che sterilizza, avrebbe presto problemi di sovraffollamento i quali, a loro volta, provocherebbero malessere e stress nei gatti mettendo a rischio la loro stessa igiene e salute.
È per questo che la scelta di un allevatore di riaffidare gli adulti a famiglie tranquille in cui i mici possano diventare i veri e incontrastati beniamini di casa, sempre al centro dell’attenzione, è un atto di grande responsabilità oltre che di immane coraggio, perchè di sicuro non è un distacco facile da affrontare. Provare per credere!

