Castrazione e sterilizzazione: posso evitare?

No. Purtroppo, è piuttosto diffusa la concezione che la castrazione (per i maschi) o la sterilizzazione (per le femmine) sia una autentica mutilazione che svilisce la dignità di un gatto. Invece, queste gratuite umanizzazioni sono solo fonte di enorme rischio per la salute dei nostri amici a quattro zampe.

Innanzitutto, se non avete intenzione di far riprodurre il vostro micio, tenerlo integro in casa gli procurerà solo frustrazione perchè soffrirà l’insopprimibile necessità di soddisfare il suo istinto (e non piacere!) riproduttivo. I maschi tenderanno a scappare dalle pareti domestiche; se non gli permetterete di uscire spruzzerà inevitabilmente sulle pareti e sui mobili di casa per ricordarvi che non siete voi a comandare. Le cose non andranno certo meglio se lo farete uscire, illudendovi che possa trovarsi una compagna “per conto suo”. Inevitabilmente, si dedicherà a terribili lotte di corteggiamento e di territorio contro i propri consimili, le quali lo esporranno, oltre che a ferite a volte anche molto gravi, ad una serie di malattie LETALI trasmissibili tramite morsi, graffi, rapporti sessuali (leggi su FIV e FELV).
La castrazione inibisce l’istinto alla riproduzione e, con esso, il bisogno di uscire e la necessità di scontrarsi con altri gatti per il territorio o per il diritto al corteggiamento. Nessun altro lato del suo carattere del micio subirà alterazioni e lui smetterà anche di spruzzare urina su letti, divani, abiti e pareti.

Sul piano femminile, invece, le gatte che non siano messe in grado di accoppiarsi, tenderanno ad avere calori sempre più prolungati e violenti e, al di là di quello che potrà significare per voi e per i vostri vicini costretti a sopportare i rumorosi lamenti e mugolii notturni, una gatta che salti ripetutamente i propri calori è ad alto rischio di contrarre tumori all’apparato riproduttivo, infezioni all’utero che possono provacarne sterilità (piometra), e di incorrere in gravidenze isteriche. D’altro canto, una gatta lasciata libera di accoppiarsi con i maschi del vicinato senza controllo in stile “fai da te”, potrebbe incontrare maschi malati, in grado di trasmetterle malattie letali anche in seguito ad un solo accoppiamento (di nuovo, leggi su FIV e FELV).

La castrazione (sterilizzazione), al pari della vaccinazione, è un atto di responsabilità che si deve affrontare se si sceglie di accogliere un gatto (una gatta). Inibire l’istinto alla procreazione non intacca la sua dignità nè pregiudica la qualità della sua vita; semmai la migliora salvaguardandola da una serie di malattie sessualmente trasmissibili e non (tra cui la sindrome da immunodeficienza felina, volgarmente nota come “AIDS dei gatti”) che altrimenti nessuno sarebbe in grado di curare perchè non esistono vaccini nè cure specifiche.

Per maggiori dettagli medici vi suggerisco di leggere questo ottimo articolo della Dott.ssa Grazia Vittadini.