Maschio o femmina?

Una delle domande che ci vengono più di sovente rivolte da chi si accosta per la prima volta al Maine Coon è “che differenza c’è tra maschi e femmine?”. Come potrete immaginare, non esiste una risposta univoca e imprescindibile a questa domanda: la plasticità comportamentale dei gatti è talmente vasta, talmente profonda, che delineare una schematizzazione netta tra i due sessi sarebbe estremamente approssimativo se non addirittura superficiale.

Posto, allora, che ogni considerazione va presa con le dovute cautele perchè la stessa potrebbe essere smentita da eclatanti eccezioni, possiamo formulare una nostra opinione, in relazione all’esperienza coi Maine Coon maturata fino ad ora.

Come dico spesso, il Maine Coon maschio è un gatto eternamente affetto dalla sindrome di Peter Pan: è un eterno giocherellone, è un eterno coccolone, è il vostro bambino che non ne vuole sapere di crescere e che, anzi, ha costantemente bisogno di sentirsi coccolato e vezzeggiato. Per lui, l’umano di riferimento è il suo luna park, il suo gioco preferito e lo andrà a cercare in giro per la casa per convincerlo a giocare con lui, a partecipare ai giochi e gli si stenderà sul petto in piena notte per dormirgli vicino vicino e sentire il suo calore. È un compagno fedele, che magari tenderà ad impigrirsi un po’ col tempo ma sarà sempre il vostro bambino che ama divertirsi, essere coccolato e acciuffare farfalle in mezzo ad un prato.

Kleopatra, 1 anno // 1 year

Le femmine di Maine Coon, invece, sono molto diverse. La società felina è profondamente matriarcale, almeno nelle sue origini, e queste creature sembrano ancora portare addosso il peso di questo ruolo ancestrale: da piccole sono simpatiche, irresistibili e piene di vitalità e da adulte tirano fuori l’antico spirito felino che le vuole custodi del segreto della creazione e della nascita e diventano delle presenze solide, dei punti di riferimento in casa, delle colonne portanti della famiglia. Quando guardo negli occhi una delle mie bimbe, la stabilità del suo sguardo, la profonda fierezza dell’espressione, la sicurezza della sua presenza, mi fa stare bene e al sicuro, come se lei fosse in grado di trasmettere il suo abbraccio materno anche su di me.

Queste caratteristiche le abbiamo riscontrate sia nei nostri gatti interi che in quelli sterilizzati che abbiamo avuto il piacere di conoscere in questi anni. Se la sterilizzazione può avere un ruolo nell’espressione del sesso, senz’altro consiste nell’estendere l’età ludica del micio o della micia e di preservargli/le uno spirito infantile e giocoso.

E allora, a tutti coloro che mi chiedono “meglio maschio o femmina?” io rispondo molto semplicemente che dipende da che tipo di gatto si vorrebbe accanto: se preferite un eterno cucciolone, tutto coccole e paciosità che all’occorrenza diventa un felino a tutto tondo, allora un maschio andrà benissimo per voi. Se, invece, preferireste addentravi nei misteri dell’animo felino (e forse anche di quello umano), avendo accanto una creatura discreta ma profonda e rassicurante, allora la femmina è irrinunciabile.

In ogni caso, si tratterà di un Maine Coon, di una creatura speciale per eccellenza, un compagno di vita e un amico fedele all’inverosimile.

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