Cosa penso di lei [Kleopatra]
Lei è Kleopatra ed è la mia bimba.

È arrivata nel freddissimo inverno del 2005. Doveva essere la compagnia di giochi di Morgan e poi, invece, ha finito per sconvolgere la vita di tutti noi, imponendosi, anche per le magnifiche doti caratteriali, come “fondatrice” del nostro progetto felino.
Mi riesce molto difficile parlare di lei perchè, ormai, io Kleopatra la “sento”. Sento tutto di lei, sento i suoi disagi, sento la sua serenità, la soddisfazione e la frustrazione, sento il suo fuseggiare continuo se solo mi avvicino mentre sonnecchia e la sfioro appena.
È la mia bimba: l’ho vista portare con dignità e orgoglio un pancione più grande di lei, l’ho vista partorire tra difficoltà e dolori per me solo immaginabili, l’ho vista sopportare con pazienza e dolcezza le piccole tirannie di sei piccoli pesti affamate e incazzose nell’aggiudicarsi un capezzolo, l’ho vista sacrificarsi nelle posizioni più assurde per farli mangiare tutti, l’ho vista rubare dai piatti pezzi di salsiccia che non le competevano e grattarsi fino al mio sfinimento un pò perchè è allergica a certi alimenti, un pò perchè sa di ottenere la mia immancabile attenzione.
Non l’ho mai vista arrabbiarsi, non l’ho mai vista diventare aggressiva e nemmeno nervosa, una sola volta ha avuto uno scappellotto di avvertimento contro Spock che continuava a ringhiarle i cuccioli. Adora Morgan, Morgan è un’altra parte di se stessa e gli permette di avvicinarsi ai cuccioli, anche mentre ancora li sta partorendo.
Le voglio un bene dell’anima perchè è un’anima silenziosa che riesce a comunicare con lo sguardo, con le espressioni e questi sono esattamente i gatti con cui io entro più in empatia fino al punto da sentirmeli dentro. È arrendevole, è troppo arrendevole, buona da farsi venire il diabete eppure indipendente e socievole con tutti.
È la mia bimba e mi sento una privilegiata ad averla con me…
(24/01/2007)

